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Riproduzione Selezionata ENCI.
Il massacro di San Valentino
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Finalmente il Consiglio Direttivo SAS si premura, dopo 5 anni, di proporre i requisiti per inserire anche il Pastore tedesco nell'elenco ENCI delle razze selezionate. Ma le proposte deliberate dal CDN sono a dir poco sconcertanti.


Aggiornamenti al 3 marzo 2010.

Increduli rispetto a quanto letto nel verbale del CDN SAS del 14 febbraio, abbiamo approfondito ulteriormente la questione e siamo andati a leggere i documenti ufficiali, vale a dire le Norme Tecniche del Libro genealogico del cane di razza, emanate con decreto ministeriale l'8 maggio 2005. Le trovate sul sito ENCI a questo link.
La parte che riguarda la Riproduzione Selezionata è denominata Requisiti per l'ammissione alla riproduzione (artt 9 e 10).
Citiamo testualmente, sottolineando i punti che riteniamo di particolare interesse:

Art. 9
1. Tutti i genitori delle cucciolate iscritte sono registrati quali riproduttori ordinari o selezionati.
2. Riproduttore selezionato
2.1. E’ il soggetto iscritto al ROI che in manifestazioni ufficiali ENCI, valutato da un esperto giudice specialista di razza, presenti i seguenti requisiti:
a) giudizio morfologico e comportamentale di idoneità, con sintetica descrizione analitica;
b) per le razze sottoposte a prova di lavoro, certificato di superamento della prova per adire alla classe lavoro in esposizione prevista per la singola razza, cosi come determinato dall’ENCI su proposta dell’associazione specializzata interessata;
2.2 .Il riproduttore selezionato deve essere controllato per le patologie ereditarie più significative per ciascuna razza, secondo quanto proposto dalle rispettive associazioni specializzate di razza ed approvato dalla CTC. Nel caso di mancanza di proposte da partedell’associazione specializzata di razza, o nel caso di razze per le quali non sia stata riconosciuta una associazione specializzata, è la CTC a stabilire le patologie ereditarie da controllare.
3. Le associazioni specializzate di razza propongono alla approvazione della CTC obiettivi e criteri di selezione nonché i requisiti per l’ammissione alla riproduzione naturale o alla inseminazione artificiale.
4. Il libro genealogico rileva le caratteristiche morfo-funzionali, genetiche e genealogiche dei cani iscritti.
5. Il registro genealogico dei riproduttori selezionati riporta, oltre ai dati anagrafici e genealogici, le caratteristiche morfo-funzionali, attitudinali e di lavoro, e relative qualifiche acquisite.
Art. 10
1. La richiesta di iscrizione di un soggetto nel registro dei riproduttori selezionati è inoltrata all’UC compilando apposito modulo.
2. Ai fini dell’ammissione alla riproduzione selezionata dei soggetti importati ed iscritti al registro del libro genealogico sono richiesti gli stessi requisiti di cui all’art. 9.
3. In caso di monta o fecondazione artificiale di stallone estero, i figli potranno essere iscritti come “nati da genitori selezionati” soltanto se anche per tali stalloni è dimostrato il possesso di analoghi requisiti di cui all’art. 9.
4. I figli di riproduttori selezionati avranno un certificato genealogico differenziato, con la scritta: “nato da genitori selezionati”.

Quindi, le Norme Tecniche ci aiutano a capire due cose fondamentali. La prima (art.9.3) è che l'ENCI si è rivolta alle società di razza per avere le indicazioni, lasciando loro ampi margini di autonomia decisionale e quindi i soci SAS dovrebbero interrogarsi sul perchè, dal 2004 ad oggi, nessuna dirigenza SAS si sia mai occupata della questione. (noi, ci sono scritti ancora online, ne parliamo dal 2005).
La seconda riflessione è d'obbligo leggendo l'articolo 9.2.2.1 b). Considerando che il Pastore tedesco è una razza sottoposta a prove di lavoro salta agli occhi come non fosse possibile, per la SAS, non indicare una prova caratteriale. E' un obbligo stabilito dalle Norme Tecniche del Libro Genealogico (che ricordiamo sono state approvate con decreto ministeriale). Il Riproduttore selezionato deve avere come requisiti un giudizio morfologico e il superamento della prova di lavoro necessaria per adire alla classe lavoro nelle esposizioni ENCI (che, per il pastore tedesco è il primo brevetto IPO1).
Perchè allora questo CDN non ha indicato tra i requisiti una prova caratteriale (che a leggere le Norme Tecniche emanate dall'ENCI è obbligatoria)?
Dimenticanza? Scarsa conoscenza dei regolamenti? Oppure, come già avevamo ipotizzato nel nostro primo articolo che potete leggere qui di seguito, "un mero specchietto per le allodole, in vista di cambiamenti sostanziali dei requisiti caratteriali richiesti per la nostra amata razza?"
Abbiamo la sensazione che quest'ultima ipotesi potrebbe avere un suo fondamento. Certo che, se così fosse, l'atteggiamento del Presidente SAS nei confronti dei soci sarebbe quello di considerarli non solo dei sudditi non degni di essere consultati riguardo a tali decisioni, ma anche degli ingenui a cui prospettare prima un disastroso panorama in cui i riproduttori selezionati ENCI siano solo cani esenti da displasia e con qualifica di Molto Buono in esposizione, per poi correre ai ripari introducendo una qualsiasi, pur minima, prova caratteriale, che, al confronto del nulla, sarebbe comunque da apprezzare. E forse i soci SAS, a quel punto, ringrazieranno anche il Presidente e il CDN per il provvidenziale inserimento di una sorta di ZTP stile dobermann. Scritti recenti di Piero Alquati, così come alcuni articoli pubblicati sul neonato notiziario online SAS, sembrano tutti dedicati a sottolineare l'inutilità delle attuali prove di lavoro come test caratteriali. Su questo argomento sono anni che scriviamo e riteniamo che molti dei nostri lettori siano a conoscenza del nostro pensiero. Però, visto che la memoria sembra davvero appartenere poco ai soci SAS, lo ribadiremo domani nel nostro nuovo editoriale.

Daniela Dondero e Leandro Falaschetti, 3 marzo 2010


massacroStiamo preparando un articolo riguardante i temi principali affrontati nell'ultimo CDN SAS, che pubblicheremo domani. Ma abbiamo ritenuto che quest'argomento meritasse uno spazio a parte, visto che lo consideriamo di gran lunga più rilevante delle vicende politiche.
Com'è noto, da ormai più di 5 anni in ENCI è stato varato il progetto riguardante il riconoscimento, previa presentazione di precisi requisiti, di “riproduttore selezionato”(il riconoscimento riguarda tanto gli stalloni quanto le fattrici). Diverse razze sono già presenti, ormai da tempo, nell'elenco delle razze selezionate. Il pastore tedesco, inspiegabilmente, no. Di Riproduzione Selezionata noi andiamo parlando dal lontano 2005, sostenendo, allora come oggi, che la SAS, che ha precisi e chiari requisiti per la selezione dei propri cani, dovesse semplicemente pretendere che tali requisiti fossero, di diritto, quelli per avere la dicitura ENCI di Riproduttore selezionato. Anche, cosa di non poco conto, per non creare equivoci su cosa si intenda per pastore tedesco selezionato. Quale è stata, apprendiamo con un certo sconcerto, la decisione appena presa da questo CDN?

Riportiamo testualmente dal verbale del 14 febbraio:
Il Presidente fa presente che sarebbe opportuno di cominciare ad indicare i requisiti minimi per inserire i nostri riproduttori nel progetto di riproduzione selezionata ENCI. Al fine di rivalutare buona parte dei cuccioli nati annualmente, propone di chiedere all’ENCI di valutare come riproduttori selezionati i soggetti in possesso di esame di HD, ED, deposito DNA ed una qualifica in esposizione di almeno Molto Buono. Considerato quanto esposto e dopo ampia discussione, il CDN all’unanimità
Delibera n. 41/02-10
di comunicare all’ENCI i requisiti minimi per inserire il cane da Pastore Tedesco nella riproduzione selezionata che indica nei seguenti: esame di HD, ED, deposito DNA ed una qualifica in esposizione di almeno Molto Buono.

Mai data fu più opportuna per tale delibera, realmente da vero e proprio “massacro di san valentino”

Ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, questa dirigenza si piega alla ragion di stato (leggi: cerchiamo di non inimicarci l'ENCI tenendo conto della marea di cuccioli di pastore tedesco che nascono al di fuori del controllo SAS e portano grandi introiti nelle casse ENCI) venendo meno ai propri compiti statutari che sono quelli di tutelare la razza.
La spiegazione l'abbiamo compresa. Lo scopo è quello di avere un minimo di controllo sulla salute e la correttezza degli accoppiamenti di tutti i cuccioli di pastore tedesco. Ora, premesso che potremmo anche apprezzare il fatto che, con tale decisioni, ci sarà un notevolissimo incremento nei controlli radiografici della displasia (i lettori ufficiali ringraziano), le perplessità sono molte.
Intanto la diffusione della cultura dei controlli radiografici avrebbe potuto (dovuto) passare attraverso l'informazione. Basti pensare che un semplice forum del pastore tedesco ha, in questi anni, insegnato di più sull'importanza di effettuare i controlli radiografici e sull'importanza di ufficializzare anche le lastre non esenti, di quanto abbia mai fatto, in tutti i suoi anni di vita, la SAS.

Poi è importante il controllo del DNA, ma lo è assai meno considerando che l'ENCI permette di accoppiare in modo indiscriminato anche consanguinei stretti.
Già perchè poi, per paradosso, tra le novità introdotte da questo CDN c'è che dal 2011 non si potranno più selezionare cani con consanguineità più strette del 2-3 (e presumiamo 3-2). Un ulteriore paletto (a nostro avviso correttissimo) per i soci SAS.

Certo che pensare che un allevatore serio che lavori con criterio, con i propri soggetti tutti con selezione SAS si trovi in concorrenza con il cagnaro o il privato allevatore privo di qualunque conoscenza zootecnica (e molto spesso non inquadrato fiscalmente) è piuttosto sconfortante.
Ci chiediamo come potrebbe comprendere, un normale acquirente medio, che il cane venduto dall'allevatore X, figlio di genitori selezionati SAS, sia diverso dal cane venduto dall'allevatore Y, figlio di riproduttori selezionati ENCI. Tanto più che su i pedigree degli ipotetici genitori del cucciolo ci sarà un identico timbro di “riproduttore selezionato”.

Per non parlare del povero pastore tedesco, quello vero, che, come diceva von Stephanitz, è un cane da lavoro.

Proviamo ad analizzare l'elenco delle razze selezionate già presenti sul sito ENCI. (link al pdf ENCI)

I requisiti ENCI preliminari, che valgono per tutte le razze, sono che il cane per aver diritto al riconoscimento di riproduttore selezionato abbia il DNA depositato e che la qualifica morfologica sia ottenuta ad almeno 18 mesi di età. Non vi sono limiti di consanguineità per le razze con una produzione di cuccioli superiore ai 100 annui (quindi, ad esempio, potrà essere considerato un riproduttore selezionato anche un pastore tedesco figlio di fratello e sorella) , mentre non possono avere la certificazione di figli di genitori selezionati i cuccioli nati da entrambi i riproduttori con displasia dell'anca di grado C, come regola generale per tutte le razze dove è ammesso anche il grado C di displasia dell’anca.

Quante sono, ad oggi, le razze ammesse alla riproduzione selezionata? Più di 150. Leggetevi l'elenco perchè merita, sopratutto verificando che, per ogni razza (o gruppo di razze) è indicata la società specializzata che li tutela. Per tutte le razze vi sono dei requisiti che riguardano l'esenzione dalle più frequenti patologie ereditarie.

Tutte le razze da lavoro in elenco, si tratti di cani da utilità e difesa, di cani da pastore o di cani da caccia, hanno l'obbligo di una prova che ne testi le attitudini al lavoro.
Persino altre razze, come gli alani, hanno un test caratteriale minimo stabilito dalla società di razza.

Riproviamo a leggere e pensiamo che debba esservi un errore nel verbale del CDN. Non è possibile che non si sia stata inserita una prova caratteriale!!!

I dobermann e i boxer hanno l'obbligo dello ZTP (i dobermann anche il brevetto ENCI2 oltre allo ZTP), il pastore belga la selezione e il CAL2.
Persino il labrador ha l'obbligo di superare Qualifica minima di Molto buono in prova o TAN!!!! Il labrador!!!!
Non parliamo del bracco che ha l'obbligo della qualifica morfologica di eccellente, e della qualifica di eccellente in prova speciale, oltre all'esenzione HD A o B (non è ammesso il grado C) e l'esenzione dei gomiti ED 0 (quindi niente B/L quasi normale o 1 ancora ammesso). E la delibera SAS sui requisiti del pastore tedesco per essere ammesso alla riproduzione selezionata l'ha votata anche Bonasegale!!!!!!!! (nota: Bonasegale è un noto allevatore del bracco italiano, nonché membro della società specializzata che tutela quella razza).(***)

No, deve essere un errore nella stesura del verbale. Non ci sono altre spiegazioni. Non possiamo credere che la SAS abbia abdicato al proprio ruolo societario.
Il primo obbiettivo della Società è quello sancito dall’art. 1 dello Statuto Sociale: “La Società mira a svolgere ogni più efficiente azione per migliorare, incrementare e valorizzare la razza del cane  Pastore Tedesco per potenziare la selezione  e l’allevamento; per valorizzare e potenziare l’utilizzazione sia ai fini di utilità sociale che ai fini sportivi”. Questo ad oggi è stato trascurato! Abbiamo pensato a migliorare la media , soprattutto le punte  e non ci siamo curati di quei 16.000 cuccioli che nascono ogni anno, dei quali poco o nulla sappiamo.”
La citazione è dal Saluto del Presidente pubblicato sul sito SAS. Non è possibile che chi ha scritto questo poi non indichi un, se pur minimo, requisito caratteriale per inserire il pastore tedesco tra i cani selezionati. Si tratta sicuramente di un errore.

Ps: e se fosse un mero specchietto per le allodole, in vista di cambiamenti sostanziali dei requisiti caratteriali richiesti per la nostra amata razza?

"Der deutsche Schäferhund ist als vielseitiger Gebrauchshund zu züchten" Max von Stephanitz.

Daniela Dondero e Leandro Falaschetti, 24 febbraio 2010

(***)Errata corrige. del 26 febbraio 2010, ore 15.40.
Abbiamo erroneamente attribuito a Bonasegale un pensiero non suo. Infatti, riguardo alle scelte operate dalla SABI sulla riproduzione del bracco italiano, Bonasegale ha pubblicamente manifestato il suo disaccordo, come si può leggere a pag.7 di questo articolo online. Pertanto la scelta operata da Bonasegale in questo caso è perfettamente coerente con il suo pensiero e con la sua interpretazione di "riproduzione selezionata" (" lo spirito della Produzione Selezionata che non deve mirare ad etichettare una ristretta cerchia di cani d’elite, bensì deve identificare il maggior numero possibile di cani in possesso del minimo comun denominatore delle principali qualità di razza").

In realtà, sullo spirito con cui intendere la riproduzione selezionata, gli articoli scritti all'epoca ed ampiamente divulgati su diverse riviste specializzate, dicevano tutt'altro. Basta leggere, per tutti, quanto scritto sul sito della FSAdove si distingue chiaramente tra "riproduzione ordinaria" e "riproduzione selezionata".
Citiamo da un altro articolo in rete, la risposta alla domanda :Che cosa cambia con la riproduzione selezionata ?
Fino ad ora esisteva solo la riproduzione ordinaria, che non richiedeva alcun controllo dei riproduttori e si basava solo sulla linea genealogica di antenati della stessa razza. Con l’avvento della riproduzione selezionata invece chi acquista un cane può essere più garantito sul cucciolo che acquista perché frutto di una selezione accurata. Anche prima dell’avvento della riproduzione selezionata molti allevatori onesti e competenti effettuavano già, in pratica, una riproduzione selezionata eseguendo di loro iniziativa tutti i controlli possibili, in linea con le direttive dei loro club di razza, ma ora, con l’ufficializzazione della riproduzione selezionata questi controlli vengono verificati in maniera ufficiale, sotto la direzione dell’ENCI. I cuccioli nati da riproduttori selezionati hanno un pedigree contrassegnato da un bollo speciale che li distingue da quelli con pedigree ordinario.

Restiamo dell'opinione che la Riproduzione selezionata sia una "certificazione di qualità" e, come tale, non possa escludere i controlli caratteriali ed attitudinali tipici della razza. Del resto tutte le società specializzate, anche quelle che prevedono già al loro interno una prova di selezione, hanno concepito la Riproduzione selezionata in questo senso.

ps: l'articolo trovato con una ricerca in rete di Cesare Bonasegale sull'argomento ci ha consentito di avere qualche informazione in più sulle date.
Citiamo testualmente: "Nel 2003 (o nel 2004?) la CTC ha sollecitato tutte le Società Specializzate di razza affinché esprimessero la loro raccomandazione circa i requisiti per l’iscrizione nel Registro della Produzione Selezionata"
Quindi, sono almeno 6 anni che l'ENCI ha posto alle società specializzate la questione sulla riproduzione selezionata.