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Editoriale.

SASS.A.S. e dintorni 2.

Abbiamo appena letto il nuovo Editoriale pubblicato da Cesare Bonasegale sulla sua rivista online I continentali da ferma. (http://www.continentalidaferma.it/aedit26.pdf)
Nel caso ci fossero stati dubbi sulla posizione del consigliere SAS delegato dall'ENCI, da noi messi in evidenza nel precedente editoriale, questi ulteriori scritti li fugano definitivamente. Pur non citando mai in modo chiaro la SAS, i riferimenti sono piuttosto evidenti, a cominciare dall'incipit in cui si richiama l'intervento della Digos “per far sloggiare dalla segreteria di una Società Specializzata personaggi che non avevano titolo per essere colà”, il tutto senza riferire poi gli effettivi esiti di quell'intervento (a noi non risulta che la Digos, effettivamente intervenuta in SAS, abbia poi allontanato qualcuno dalla sede...e al signor Bonasegale?)
La sporca confusione, gli imbrogli, il mare di escrementi su cui Bonasegale appare ergersi come colui dotato di dirittura morale, non colluso con alcun tipo di interesse che non sia il proprio dovere istituzionale, li conosciamo e non solo non ne facciamo parte, ma abbiamo, con tutti i nostri limiti, cercato di combatterli facendo informazione, il più possibile a 360° e scevra da prese di posizione “a prescindere”, fossero per simpatia personale, per comune sentire politico, per “ragioni di stato”.
Può Bonasegale davvero arrogarsi il diritto di esprimersi, nei confronti delle vicende occorse in questi ultimi tempi alla SAS, nei termini usati in quest'editoriale?
Bonasegale, che scrive certe cose, ha in mano un dossier rispetto a due soci di quella società specializzata, di cui lui si pone come garante, per il quale non ha mai preso nessunissima posizione. In quel dossier ci sono una serie di fatti la cui valutazione oggi è nelle mani della magistratura sia penale che civile. L'immobilità di Bonasegale a riguardo la dice lunga rispetto all' equidistanza tra le parti che avrebbe dovuto tenere.
Non è un caso che personaggi eletti, molto vicini e in contatto continuo con uno dei due soci citati nel dossier, siano oggi parte integrante di quella schiera di dissidenti cui lo stesso Bonasegale, nei fatti e nelle parole, si sente vicino. L'equidistanza è quindi più a parole e a facili proclami scritti che non nelle azioni concrete.
Nulla, almeno che sia a nostra conoscenza, riguardo a quel dossier è stato da lui mai portato a conoscenza e ad approfondimento né nella sua veste di consigliere SAS né in quella di consigliere delegato dall'ENCI, per cui di fatto, da oltre due anni, tale pratica è nelle more sabbiose e ribalza su muri di gomma cui Bonasegale non può dirsi estraneo.
Nelle recenti vicende SAS, il non riconoscere una presa di posizione della magistratura riguardo la sospensione di delibere, sospensione che invalida di fatto ogni altra riunione del CDN, in quanto riunioni formalmente convocate da un “non-presidente”, la dice ulteriormente lunga rispetto alla sua equidistanza. Comprendiamo la sua esigenza di “bloccare prevaricazioni antidemocratiche”, e siamo anche noi fortemente preoccupati del fatto che, invece di preoccuparsi della tutela della razza, i consiglieri (o ex consiglieri) SAS stiano a litigare per preservare o riconquistare le proprie cariche sociali, vuoi per soddisfare la loro vanagloria, vuoi per salvaguardare i propri interessi economici. Ma la nostra preoccupazione vale sempre, quali siano gli attori. La nostra preoccupazione vale ogniqualvolta l'etica, il rispetto per il cane, l'impegno per la tutela della razza e la considerazione per i tanti soci attivi, vengano meno. Sempre, senza colori di sorta o prese di posizione volte a scegliere “il male minore” se non addirittura ad appoggiare con azioni concrete una delle due, correttamente definite dallo stesso Bonasegale, “fazioni”, fazioni che, in passato, potrebbero essersi avvalse di quelle stesse prevaricazioni antidemocratiche che oggi paiono stigmatizzare.

Siamo molto dispiaciuti che paladini di siffatta coerenza si picchino ancora di scrivere retoriche orazioni vantandosi di essere portatori di sane idee di cinofilia , laddove Bonasegale stesso non ha fatto propria l'esigenza e la salvaguardia anche di un solo singolo socio, portando a conoscenza o sollecitando l'intervento di chi di competenza in relazione a quel dossier. A nostro avviso, le istanze di un singolo socio, anche quando la controparte (o a maggior ragione quando la controparte) fosse un giudice o una persona che abbia occupato cariche elettive, andrebbero tutelate con la stessa veemenza con la quale oggi Bonasegale si scaglia dalle pagine del suo editoriale per difendere un mondo che dovrebbe essere alimentato da una sana e disinteressata passione.

Quanto alla vicenda occorsa al vicepresidente ENCI Francesco Balducci (che non conosciamo, ma al quale esprimiamo comunque solidarietà per i deprecabili episodi di cui è stato vittima) il sito ENCI ha pubblicato un attestato di solidarietà in cui si stigmatizza una " campagna diffamatoria posta sistematicamente ed ingiustamente in atto contro di lui su organi di stampa e siti internet" che "appare con evidenza essere stata il fertile terreno di coltura sul quale ha attecchito il germe di tanta violenza e ne porta indelebilmente la responsabilità morale", chiaramente collegando gli episodi con le attività cinofile e dirigenziali di Balducci. A chi si riferisca l'ENCI appare chiaro leggendo la durissima replica di Alberto Veronesi sul Il cinofilo.
Bonasegale, nel suo “comunicato straordinario” a chi si riferisce facendo notare come Balducci avesse partecipato ad un Comitato esecutivo ENCI il 23 giugno, in cui venivano presi in esame provvedimenti riguardanti Società Specializzate oggetto di gravi tensioni?
Di quale società specializzata sono i 2 consiglieri, di cui parla Bonasegale, che hanno ricevuto minacce ed intimidazioni per scoraggiare la loro partecipazione al Consiglio Direttivo?
Di sicuro, sia il comunicato ENCI che l'articolo di Bonasegale riportano la notizia della sospensione di alcune prove (l'ENCI specifica che si tratta di prove per i cani da caccia, Bonasegale no) in segno di solidarità per Balducci.
Addirittura Bonasegale dice testualmente che la sospensione delle prove ( le classiche di Lago Laceno per cani da caccia) viene fatta anche "nella fondata convinzione della matrice cinofila dell’aggressione". Un'affermazione pesantissima, specie se fatta su un sito di informazione.
Noi, che abbiamo sempre stigmatizzato non solo episodi di violenza, ma anche ogni possibile connivenza o intrusione di personaggi discutibili in cinofilia, ci limitiamo, in questa sede, ad invitare i cinofili, compreso Bonasegale, ad informarsi, a vigilare, a prendere le distanze. Il solo sospetto di connivenze, a qualunque titolo, con personaggi che possano ricorrere a metodi mafiosi è sempre deprecabilissimo e da denunciare, a qualsiasi parte “politica”possa essere riferito.
Daniela Dondero e Leandro Falaschetti
28 giugno 2009

Aggiornamento: In seguito a questo Editoriale, Cesare Bonasegale ha inviato a questo sito una mail di "diffida".

 

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